-fuck-world-i-love-me
Ricordo perfettamente la prima volta che iniziai a causarmi del male per cancellare altro male.
Ricordo come se fosse successo ieri,la prima volta che quell’indumento tagliente e liscio trafisse i miei polsi.
Era una splendida notte di Gennaio.
Il cielo era pieno di stelle splendenti,il cielo era quindi sereno,ma dentro di me c’era una tempesa infinita e nessuno ne era a conoscenza.
Controllai i messaggi sul mio cellulare,ne erano molti….ma nessuno diceva ‘buonanotte principessa’,erano tutti insulti su insulti.
In particolare uno di quei messaggi attiró la mia attenzione,era il mio migliore amico.
‘Che bello,almeno qualcuno vuole darmi la buonanotte’-pensai.
Mi scappò un sorriso,ero felice di ricevere un messaggio della buonanotte,uno di quelli capaci di cambiarti le giornate.
Aprii con una lacrima di felicità il suo contatto per visualizzare il messaggio.
Il contenuto del messaggio era ‘Fai schifo.’.
Il mio sorriso si spense subito,le mie lacrime di commozione diventarono di odio,avevo voglia di buttare il cellulare al vento.
Non potevo crederci.
Lui,il mio migliore amico,la persona la quale potevo contare,forse l’unica….mi aveva tradito.
L’odio nei suoi confronti sprofondava e non faceva altro che aumentare la tempesta dentro di me.
‘Le tue critiche non mi interessano’-scrissi.
Ma su,davvero lo pensavo?
Ovvio che no.
Mi sentivo triste,delusa,sola.
Spensi il cellulare e andai di corsa in camera mia.
Passando per il corridoi incontrai uno specchio,mi guardai.
Alzai la maglietta del pigiama ormai piena di lacrime….cavolo,aveva ragione,faccio davvero schifo.
Mi avvicinai di più allo specchio…guardai tutti i contorni del mio viso,non mi piacevano per niente.
Semplicemente mi odiavo.
In quel momento avevo bisogno di qualcuno che mi sopportasse,qualcuno che ascoltasse le mie paure,le mie lacrime.
Ma ormai erano andati tutti via,non mi era rimasto più nessuno.
Andai in camera e sulla scrivania trovai per caso un temperino.
Lo presi,lo ammirai,gia sapevo cosa avrei voluto farci.
Cercai per casa un cacciavite…ma nulla.
Finché non mi ritrovai un coltello,lo presi e svitai la lametta dal temperino.
Andai in bagno e iniziai a incidere.
Un taglio,due,tre….mi sentivo sempre meglio…era un dolore che cacciava altro dolore.
Quella lametta,
quell’oggetto trovato per caso sulla scrivania,é diventata la mia migliore amica.